Patologie trattate La chirurgia ortopedica mini-invasiva utilizza incisioni millimetriche, telecamere a fibre ottiche e strumenti miniaturizzati: meno danno ai tessuti, recupero più rapido, meno dolore. Il distretto che ha beneficiato maggiormente delle tecniche percutanee, eseguite attraverso micro-fori nella pelle senza bisturi, sotto guida radiologica. Deformità progressiva del primo dito del piede: nell'alluce valgo la testa del metatarso devia verso l'esterno formando la classica "cipolla"; nell'alluce rigido l'articolazione si irrigidisce per artrosi. Predisposizione familiare, calzature strette o con tacco, piede piatto o pronato, sovraccarico funzionale e, nelle donne, fattori ormonali. Dolore e arrossamento sulla sporgenza, difficoltà a calzare le scarpe, rigidità nel movimento del dito, callosità e sovraccarico delle dita vicine. Esame clinico del piede sotto carico e radiografia in ortostatismo per misurare gli angoli di deviazione e valutare il grado di artrosi. Correzione percutanea (mini-invasiva): attraverso micro-incisioni di pochi millimetri, con frese dedicate sotto guida radiologica, l'osso viene tagliato e riallineato senza ampie ferite. Si evita lo scollamento dei tessuti, riducendo dolore e gonfiore post-operatori. Carico immediato con apposita scarpa post-operatoria, in genere per 3–4 settimane. Ripresa delle normali calzature progressiva nelle settimane successive. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Deformità in flessione permanente di una o più dita del piede, che assumono un aspetto "ad artiglio" o "a martello". Squilibrio fra i tendini flessori ed estensori, spesso associato ad alluce valgo, piede cavo o calzature inadeguate. Callosità dolorose sul dorso delle dita, difficoltà di calzata, conflitto con la scarpa e talvolta ferite da sfregamento. Valutazione clinica della riducibilità della deformità e radiografia del piede. Rilasci tendinei e riallineamenti ossei eseguiti in percutanea: piccoli gesti chirurgici mirati che riequilibrano il dito senza necessità di grandi incisioni. Deambulazione con scarpa post-operatoria; recupero funzionale in poche settimane, con bendaggi di mantenimento dell'allineamento. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Dolore localizzato sotto la pianta dell'avampiede, in corrispondenza delle teste metatarsali sovraccaricate. Alterazioni dell'appoggio (avampiede largo, dita deformi), calzature a tacco alto, eccesso di carico sportato sulle teste metatarsali. Sensazione di "camminare su un sasso", bruciore e callosità plantari, dolore che peggiora in stazione eretta prolungata. Esame baropodometrico dell'appoggio e radiografia sotto carico per studiare la formula metatarsale. Osteotomie percutanee di sollevamento delle teste metatarsali, che ridistribuiscono il carico in modo fisiologico attraverso micro-fori cutanei. Carico assistito con scarpa dedicata; risoluzione progressiva del dolore plantare nelle settimane successive. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Ispessimento fibroso (non un vero tumore) di un nervo interdigitale, di solito fra il terzo e il quarto dito, che provoca dolore neuropatico. Compressione cronica del nervo fra le teste metatarsali, favorita da calzature strette e avampiede sovraccaricato. Dolore urente, formicolii e scariche elettriche verso le dita, sensazione di corpo estraneo che migliora togliendo la scarpa. Test clinici di compressione e conferma con ecografia o risonanza magnetica. Quando le terapie conservative non bastano, decompressione o asportazione mini-invasiva del nervo infiammato, con incisioni ridotte e rapido ritorno alla deambulazione. Ripresa del carico in tempi brevi; eventuale ipoestesia residua fra le dita, generalmente ben tollerata. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Infiammazione della fascia plantare, la robusta lamina che sostiene la volta del piede; con il tempo può formarsi una calcificazione (sperone) all'inserzione sul calcagno. Sovraccarico, retrazione del tendine d'Achille, piede piatto o cavo, aumento di peso e attività sportiva intensa. Dolore acuto sotto il tallone, tipicamente ai primi passi del mattino, che si attenua con il movimento e ricompare dopo riposo. Esame clinico, ecografia della fascia ed eventuale radiografia per documentare lo sperone. Prima linea conservativa (onde d'urto, terapia fisica, plantari). Nei casi resistenti, rilascio mini-invasivo della fascia o asportazione della spina calcaneare tramite micro-incisioni. Carico precoce protetto; miglioramento graduale del dolore, con programma riabilitativo di stretching. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Danno della cartilagine articolare della caviglia (spesso a livello dell'astragalo), che può associarsi a lesioni dell'osso sottostante. Esiti di distorsioni o traumi, microtraumi ripetuti, instabilità cronica della caviglia. Dolore profondo sotto carico, gonfiore, sensazione di blocco o cedimento articolare. Risonanza magnetica per definire sede ed estensione della lesione; talvolta TC per la componente ossea. Artroscopia di caviglia: con telecamera e strumenti miniaturizzati si esegue pulizia, microfratture per stimolare nuovo tessuto o innesti, tutto attraverso piccoli portali cutanei. Scarico iniziale e riabilitazione progressiva, con tempi che dipendono dal tipo di riparazione eseguita. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. L'articolazione in cui l'artroscopia ha la storia più lunga: oggi la mini-invasività si applica anche alla chirurgia protesica. Rottura di uno dei due menischi, i cuscinetti fibrocartilaginei che ammortizzano e stabilizzano il ginocchio. Traumi distorsivi (tipici nello sport) o degenerazione legata all'età che rende il menisco più fragile. Dolore sulla rima articolare, gonfiore, scrosci, sensazione di blocco o di cedimento del ginocchio. Esame clinico con test meniscali e risonanza magnetica, esame di riferimento per la diagnosi. Artroscopia: si privilegia la sutura meniscale quando la lesione è riparabile, preservando il menisco; in alternativa meniscectomia selettiva del solo frammento instabile. Tutto tramite due piccoli portali. Dopo meniscectomia ripresa rapida del carico; dopo sutura il recupero è più graduale per proteggere la riparazione. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Lesione del legamento crociato anteriore o posteriore, strutture chiave per la stabilità del ginocchio. Traumi distorsivi con rotazione, frequenti negli sport di contatto e nelle attività con cambi di direzione. Senso di instabilità e cedimento ("il ginocchio se ne va"), gonfiore precoce, dolore e riduzione della funzione. Test di stabilità (Lachman, pivot-shift) e risonanza magnetica; valutazione di eventuali lesioni associate. Ricostruzione artroscopica del legamento con un trapianto tendineo del paziente, inserito attraverso tunnel ossei millimetrici realizzati sotto controllo della telecamera. Percorso riabilitativo strutturato; ritorno graduale allo sport in genere dopo diversi mesi, secondo protocolli funzionali. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Usura o danno focale della cartilagine articolare, che può evolvere se non trattata. Traumi, sovraccarico, disallineamenti dell'arto e instabilità articolare. Dolore sotto carico, gonfiore ricorrente, rigidità e scrosci articolari. Risonanza magnetica con sequenze dedicate alla cartilagine; conferma diretta in artroscopia. In artroscopia: pulizia articolare, microfratture per stimolare un tessuto di riparazione o tecniche rigenerative e innesti, a seconda della lesione. Possibile integrazione con terapie biologiche (PRP). Carico protetto iniziale e riabilitazione mirata; tempi variabili in base alla tecnica impiegata. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Degenerazione progressiva della cartilagine del ginocchio, fino al contatto fra le superfici ossee. Età, predisposizione, sovrappeso, esiti di traumi o lesioni meniscali, disallineamenti dell'arto. Dolore meccanico che peggiora con l'attività, rigidità mattutina, riduzione del movimento e deformità progressiva. Radiografia sotto carico per stadiare l'artrosi; risonanza nei casi selezionati. Nelle fasi iniziali terapie conservative e infiltrative. Quando indicata, protesi monocompartimentale o totale con tecnica mini-invasiva che risparmia il muscolo quadricipite, consentendo spesso di camminare già in giornata. Mobilizzazione e carico precoci, riabilitazione progressiva e recupero dell'autonomia in tempi più rapidi rispetto alle tecniche tradizionali. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Si divide tra procedure di salvataggio articolare in artroscopia e sostituzione protesica con accesso anteriore mini-invasivo. Conflitto meccanico fra la testa del femore e il bordo dell'acetabolo per un eccesso osseo, che danneggia cartilagine e labbro. Alterazioni morfologiche dell'anca (tipo cam e/o pincer), spesso in soggetti giovani e sportivi. Dolore inguinale che peggiora con la flessione e la rotazione dell'anca, limitazione del movimento e dolore da seduti a lungo. Radiografia mirata, risonanza/artro-RM e TC per studiare la morfologia ossea. Artroscopia d'anca: rimodellamento osseo che elimina il conflitto e riparazione del labbro, attraverso piccoli portali, preservando l'articolazione. Carico protetto iniziale e riabilitazione progressiva per recuperare ampiezza di movimento e forza. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Lesione del cercine fibrocartilagineo (labbro) che approfondisce e sigilla l'articolazione dell'anca. Conflitto femoro-acetabolare, traumi e microtraumi ripetuti, displasia dell'anca. Dolore inguinale, scatti o sensazione di blocco, fastidio in alcune posizioni dell'anca. Artro-risonanza magnetica, esame più sensibile per le lesioni del labbro. Sutura o regolarizzazione del labbro in artroscopia, spesso contestuale alla correzione del conflitto osseo che ne è la causa. Riabilitazione graduale per proteggere la riparazione e ripristinare la funzione articolare. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Scatto doloroso dovuto allo scorrimento di tendini sull'anca, spesso associato a infiammazione della borsa sierosa del gran trocantere. Sovraccarico funzionale, retrazioni tendinee, alterazioni dell'appoggio e del passo. Scatto percepibile durante il movimento, dolore sul lato dell'anca che peggiora sdraiandosi su quel fianco. Esame clinico ed ecografia; risonanza nei casi dubbi. Prima linea conservativa (fisioterapia, infiltrazioni). Nei casi resistenti, rilascio mini-invasivo dei tendini interessati o asportazione della borsa infiammata. Ripresa funzionale rapida con programma riabilitativo di allungamento e rinforzo. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Degenerazione della cartilagine dell'anca con progressiva riduzione dello spazio articolare. Età, familiarità, esiti di conflitto o displasia, traumi e sovraccarico. Dolore inguinale e alla coscia, zoppia, rigidità e difficoltà a vestirsi o allacciare le scarpe. Radiografia del bacino sotto carico per stadiare l'artrosi. Quando indicata, protesi d'anca con accesso anteriore mini-invasivo: si passa fra i muscoli divaricandoli senza tagliarli, per un recupero più rapido e minor dolore. Verticalizzazione e carico precoci; ripresa dell'autonomia in tempi contenuti con riabilitazione dedicata. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Quasi tutta la chirurgia della spalla oggi viene eseguita in artroscopia. Rottura parziale o completa dei tendini che stabilizzano e muovono la spalla (cuffia dei rotatori). Degenerazione legata all'età, conflitto sub-acromiale, traumi e gesti ripetuti sopra la testa. Dolore alla spalla anche notturno, debolezza nel sollevare il braccio, limitazione dei movimenti. Esame clinico con test specifici, ecografia e risonanza magnetica per definire dimensione e retrazione della lesione. Riparazione artroscopica: i tendini vengono reinseriti sull'osso con piccole ancorette, attraverso portali millimetrici, senza aprire la spalla. Tutore per alcune settimane e riabilitazione progressiva per proteggere la sutura e recuperare forza e mobilità. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Tendenza della spalla a uscire dalla sua sede (lussazione) in modo ripetuto, per lassità o lesioni capsulo-legamentose. Primo episodio traumatico con lesione del cercine (Bankart) o dei legamenti, predisposizione costituzionale. Episodi di fuoriuscita o sub-lussazione, apprensione in alcune posizioni, dolore e senso di insicurezza. Risonanza/artro-RM e TC per valutare lesioni del cercine e dell'osso. Riparazione artroscopica del cercine e dei legamenti (lesioni di Bankart o SLAP) con ancorette, ripristinando la stabilità. Immobilizzazione iniziale e riabilitazione graduale; ritorno allo sport secondo criteri funzionali. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Attrito dei tendini della cuffia sotto l'arco acromiale; nella forma calcifica si depositano calcificazioni nei tendini. Forma dell'acromio, sovraccarico funzionale, alterazioni metaboliche del tendine. Dolore nei movimenti sopra la testa, dolore notturno, riduzione della forza e del movimento. Esame clinico, radiografia (per le calcificazioni) ed ecografia/risonanza. Conservativo in prima battuta (onde d'urto, fisioterapia). In artroscopia: acromionplastica per liberare lo spazio e aspirazione/rimozione delle calcificazioni. Riabilitazione precoce con recupero progressivo del movimento indolore. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Compressione del nervo mediano al polso, all'interno del tunnel carpale. Predisposizione, attività manuali ripetitive, gravidanza, alcune malattie metaboliche. Formicolii e intorpidimento di pollice, indice e medio, soprattutto notturni; nei casi avanzati riduzione di forza della mano. Esame clinico ed elettromiografia (EMG) per confermare e quantificare la compressione. Decompressione del nervo con tecnica endoscopica o mini-open, attraverso un'incisione minima, in regime ambulatoriale o di day surgery. Uso precoce della mano per gesti leggeri; risoluzione progressiva dei sintomi notturni. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Infiammazione delle guaine tendinee: nel dito a scatto il dito si blocca in flessione; nella De Quervain sono interessati i tendini del pollice al polso. Sovraccarico e movimenti ripetuti, fattori ormonali e metabolici. Scatto doloroso del dito o dolore alla base del pollice che peggiora con la presa e la deviazione del polso. Diagnosi prevalentemente clinica; ecografia di supporto. Conservativo (riposo, tutore, infiltrazione). Nei casi resistenti, rilascio microchirurgico della puleggia o della guaina interessata, con incisione minima. Ripresa funzionale rapida con recupero del movimento libero dal dolore. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Il campo di super-specializzazione del Dott. Bortolato: tecniche endoscopiche e percutanee che evitano le ampie incisioni muscolari della schiena. Fuoriuscita del nucleo del disco intervertebrale che comprime una radice nervosa o il midollo, a livello cervicale o lombare. Degenerazione discale, sforzi, sollevamento di carichi, microtraumi ripetuti e predisposizione. Dolore irradiato all'arto (sciatica o cervicobrachialgia), formicolii, riduzione di forza e di sensibilità nel territorio del nervo. Risonanza magnetica del rachide, esame di riferimento; EMG per valutare la sofferenza nervosa. Quando il trattamento conservativo non basta: microdiscectomia con microscopio o discectomia endoscopica, che rimuovono il frammento erniato attraverso un accesso minimo, rispettando muscoli e strutture sane. Mobilizzazione precoce, spesso in regime di degenza breve; rapida riduzione del dolore radicolare e ritorno graduale alle attività. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Restringimento del canale in cui scorrono midollo e radici nervose, con loro compressione, più frequente a livello lombare. Artrosi vertebrale, ipertrofia dei legamenti e delle faccette, ernie e spondilolistesi; tipica dell'età avanzata. Claudicatio neurogena: dolore e pesantezza alle gambe camminando, che migliorano piegandosi in avanti o sedendosi. Risonanza magnetica per documentare il restringimento; radiografie dinamiche per l'eventuale instabilità. Decompressione in microchirurgia: allargamento mirato del canale per liberare i nervi, preservando il più possibile le strutture stabilizzanti della colonna. Recupero progressivo della capacità di camminare; riabilitazione e ripresa graduale delle attività quotidiane. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Cedimento di un corpo vertebrale, spontaneo su osso osteoporotico o conseguente a trauma. Osteoporosi, traumi, talvolta lesioni patologiche dell'osso. Dolore acuto alla schiena, peggioramento con il carico, riduzione dell'altezza e atteggiamento curvo. Radiografia, risonanza (per datare la frattura) e TC; valutazione della densità ossea. Vertebroplastica o cifoplastica: cemento biologico iniettato nella vertebra tramite un ago, con stabilizzazione immediata e rapido controllo del dolore, attraverso un foro cutaneo. Riduzione precoce del dolore e ripresa rapida della mobilità; gestione parallela dell'osteoporosi. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Scivolamento di una vertebra rispetto a quella sottostante, con instabilità del segmento e possibile compressione nervosa. Forme degenerative (artrosi delle faccette), istmiche (difetto dell'arco) o post-traumatiche. Lombalgia cronica, dolore irradiato alle gambe, peggioramento in stazione eretta e nel cammino. Radiografie dinamiche in flesso-estensione per misurare lo scivolamento; risonanza per la componente nervosa. Stabilizzazione (artrodesi) con viti e barre eseguita in percutanea sotto guida radiologica o navigazione/robotica, abbinata alla decompressione dei nervi quando necessario. Verticalizzazione precoce e riabilitazione progressiva; ritorno graduale alle attività con minor dolore e maggiore stabilità. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Usura dei dischi e delle articolazioni vertebrali (faccette) che accompagna l'invecchiamento della colonna. Età, sovraccarico, posture e gesti ripetuti, predisposizione individuale. Lombalgia o cervicalgia cronica, rigidità, dolore che varia con le posture; possibile irradiazione agli arti. Risonanza magnetica e radiografie; inquadramento clinico del dolore e della sua origine. Approccio graduale: terapia del dolore, fisioterapia, infiltrazioni e procedure mini-invasive mirate; la chirurgia è riservata ai casi selezionati e resistenti. Gestione personalizzata e progressiva, con l'obiettivo di controllare il dolore e mantenere la funzione. Contenuto informativo, non sostituisce la visita medica. L\'indicazione al trattamento è sempre personalizzata. Esplora il sitoUn percorso mini-invasivo per ogni distretto
Piede e Caviglia
Alluce valgo e alluce rigido
Correzione della deviazione ossea tramite micro-frese che tagliano e riallineano l'osso.
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Dita a martello o in griffe
Rilasci tendinei e riallineamenti ossei eseguiti in percutanea.
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Metatarsalgie
Sovraccarico della pianta del piede, trattato sollevando le teste metatarsali con osteotomie percutanee.
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Neuroma di Morton
Asportazione o decompressione mini-invasiva del nervo infiammato.
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Fascite plantare e sperone calcaneare
Rilascio della fascia plantare o asportazione della spina calcaneare tramite micro-incisioni.
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Lesioni cartilaginee della caviglia
Riparazione o innesti di cartilagine eseguiti in artroscopia.
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Ginocchio
Lesioni dei menischi
Meniscectomia selettiva o sutura meniscale in artroscopia.
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Rottura dei legamenti crociati (LCA e LCP)
Ricostruzione legamentosa con tendini del paziente, inseriti tramite tunnel ossei millimetrici.
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Lesioni della cartilagine (condropatie)
Pulizia articolare, microfratture per stimolare nuovo tessuto o innesti di cellule staminali.
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Artrosi del ginocchio (gonartrosi)
Protesi monocompartimentali o totali con tecnica mini-invasiva che risparmia il quadricipite, permettendo di camminare il giorno stesso.
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Anca e Bacino
Conflitto femoro-acetabolare (FAI)
Rimodellamento osseo in artroscopia per evitare che il femore urti contro il bacino.
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Lesioni del labbro acetabolare
Sutura della guarnizione cartilaginea dell'anca.
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Anca a scatto e borsite trocanterica
Rilascio dei tendini infiammati o asportazione della borsa sierosa.
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Artrosi dell'anca (coxartrosi)
Protesi totale con accesso anteriore mini-invasivo: si passa tra i muscoli divaricandoli, senza tagliarli, per un recupero molto veloce.
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Spalla e Arto Superiore
Lesioni della cuffia dei rotatori
Sutura e reinserzione dei tendini strappati tramite piccole ancorette riassorbibili.
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Instabilità di spalla (lussazioni recidivanti)
Riparazione dei legamenti e del cercine glenoideo (lesioni di Bankart o SLAP).
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Conflitto sub-acromiale e tendinite calcifica
Acromionplastica e aspirazione delle calcificazioni tendinee.
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Sindrome del tunnel carpale
Decompressione del nervo mediano con tecnica endoscopica o mini-open.
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Dito a scatto e sindrome di De Quervain
Rilascio microchirurgico delle pulegge o delle guaine tendinee infiammate.
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Colonna Vertebrale
Ernia del disco
Microdiscectomia con ausilio del microscopio o discectomia endoscopica.
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Stenosi del canale vertebrale
Allargamento del canale in microchirurgia per liberare i nervi compressi.
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Fratture vertebrali (osteoporosi o traumi)
Vertebroplastica o cifoplastica: cemento biologico iniettato nella vertebra tramite ago, con stabilizzazione immediata.
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Instabilità vertebrale (spondilolistesi)
Fissazioni con viti e barre eseguite in percutanea sotto guida radiologica o robotica.
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Discopatia degenerativa e spondiloartrosi
Inquadramento e trattamento mini-invasivo del rachide cervicale e lombare.
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